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A Trento #6 - In una limpida giornata

© Ed Yourdon/CC

In una limpida giornata, butto giù queste poche righe.
Le montagne si stagliano chiaramente laggiù, e la neve che è scesa in questi giorni mi conferma l'avanzare dell'inverno e l'approssimarsi del Natale. Ho gli occhi stanchi e non riesco a togliermi dalla testa le espressioni di alcuni volti, alcune più di altre.

L'espressione di una dolce grigia signora che risiede prevalentemente nel reparto psichiatrico, che con proprietà di linguaggio e coerenza di pensiero, guardandomi negli occhi mi ha detto: "La mia croce sono io".

L'espressione sofferente della mia compagna di stanza quando alle prime luci dell'alba ci siamo svegliate dopo una notte che lei ha passato insonne.

L'espressione di un mio compagno di corso che, in ritardo, è giunto in aula e si è seduto imbronciato, a dispetto della sua natura solitamente solare. Immalinconito ed imbrunito, quanto il nero dei suoi riccioli.

L'espressione del cassiere del supermercato dove sono andata a comprare olio e cioccolata, per poter sopravvivere ad un pomeriggio/sera/notte di studio intenso: ridente, simpatica, gioviale, scherzosa, paziente. In una parola: calmante come una tazza di camomilla.

Espressioni che mi accompagnano, espressioni che mi spronano, espressioni che mi allietano. Espressioni, e basta.

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