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L'angolo del Filosofo #1 - Sfumature avvincenti

© VibeUp
Di nuovo qui, a cercare di pensare e decidere da me stessa. Questo è filosofare.
Non mi definisco "filosofa", perché questo è uno status che al momento attuale non mi posso permettere. Però amo filosofare, se tale può essere definita la mia attività pensante.
Filosofo è chi ha il coraggio delle proprie idee, chi ha il coraggio di difenderle e sorpassarle quando serve, certamente non conformandosi al pensiero dominante se non rispecchia il suo pensiero.
Oggi siamo affamati di filosofia vera, socratica. Di quella, insomma, che ahimè comporta anche dei rischi. Giunti a questa consapevolezza si apre davanti a noi un bivio inquietante: uno, vivere fino in fondo la necessità di pensare e quindi filosofare, avendo però il coraggio, estremo, di accettare tutti i rischi che ciò potrebbe comportare; due: rimanere "attaccati alla vita" sacrificando una piccola parte di quella smisurata estensione di pensiero che si profila intatta davanti a noi. Poiché masochisti sono i filosofi, imbocchiamo la prima strada.

Essa è già stata tracciata da Socrate, l'emblema del filosofo per eccellenza, la cui anima s'era svegliata ed innalzata in una società tiranna e "tappa-pensiero" che lo ha condannato, seppur innocente. Ecco il rischio del filosofo. E, se di debolezza si può allora parlare, questa è però la sua virtù. Mi accontento di un angolino per filosofare. Il mio cantuccio. Il cantuccio di chi vorrebbe dirsi "filosofa".

Bloccato in una posizione un po' strana, il filosofo non sa che fare. Aspetta. Sono le sfumature ad arricchirlo, sfumature eraclitee. Di Eraclito, cioé. Che non era il tipo d'uomo da chiudersi in un gruppo. Anch'io preferisco le sfumature. Eraclito può insegnare ancor oggi: filosofo della creatività e del permanente divenire eppure, forse paradossalmente, anche del Logos, fuoco, unico principio sempre coerente ed unità di opposti. Muta sempre, mai immobile, mai uniforme. Sempre sfumato.
Un principio che muta sempre può sembrare sconfortante. Ma, così, costringe ad accettare le sorprese della vita. Se ci guardiamo attorno con occhi nuovi noteremo quante sfumature ci sono e delle quali non c'eravamo mai accorti. Chiudiamo gli occhi e seguiamone i contorni. E poi prendiamo una tavolozza e cominciamo a colorare il bianco della nostra vita.

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